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Il ritorno degli Snovidenia (nota dell'autore)

Il ritorno degli Snovidenia
per violoncello e piccola orchestra (1976-1977)

Il ritorno degli Snovidenia è stato scritto per Paul Sacher e la sua orchestra, che lo ha eseguito nel gennaio 1977 con Mstislav Rostropovich al violoncello. È per questo che il lavoro ha come titolo Il ritorno degli Snovidenia: i sogni (snovidenia in russo) sono i canti rivoluzionari russi. Al contrario di Rostropovich ho sempre avuto un atteggiamento molto idealista nei confronti della rivoluzione russa, e ho quindi incluso nella composizione, quasi per esorcismo, tre canti rivoluzionari. Il ritorno degli Snovidenia è prima di tutto l’omaggio a un sogno tradito dalla storia, dagli uomini, dallo stalinismo. Non credo che il tradimento possa essere tradotto musicalmente, ma a livello inconscio è un’idea che può aver senz’altro giocato un ruolo importante.
Le cellule delle canzoni, che non vengono mai utilizzate interamente, provocano delle risonanze nell’orchestra e generano, con il prolungamento di alcune note, dei campi armonici. I frammenti dei canti sono quindi al tempo stesso elementi melodici ed elementi armonici. La variabilità funzionale di questi piccoli nuclei melodici, che non vengono mai trattati come objets trouvés, come elementi melodici a sé stanti, li rende irriconoscibili.
La trascrizione mi interessa solamente quando si mette in relazione dialettica con il passato (anche il passato personale del compositore) o con tradizioni culturali differenti. Non per conservarle, ma piuttosto per trarne delle speranze. Una trascrizione che cerchi di svelare un altro volto della verità, e che non sia più trascrizione, ma invenzione cosciente.

Luciano Berio