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Valerio Adami

Che dire di Luciano che la sua musica non abbia già detto? Ci incontrammo nella casa dei Calvino, a Montparnasse, ma io avevo già incrociato Berio a Milano, all’Istituto di Fonologia quando, fra crash, zoom, click e baroom, cercavo in Stripsody e nella voce di Cathy Berberian affinità che legittimassero il mio lavoro di quegli anni.
Che dire dell’amico? La sua grande passione per il mare? Era anche un abile pescatore, Luciano. Ricordo quell’estate a Key West quando una spudorata fortuna lo accompagnò per tutta la giornata; alla fine aveva ammucchiato almeno il doppio dei pesci che io ero riuscito a conquistare. Ma abile, Luciano, era anche nel “pilotare” l’auto. Così, tutti i record della Firenze-Radicondoli appartenevano a lui; malgrado i miei corsi di pilotaggio in gioventù, era sempre la sua auto ad arrivare prima della mia.
«Non essere preoccupato, Valerio», mi disse un giorno, convalescente dalla prima operazione. «Le mie unghie, devi sapere, crescono più rapidamente del normale e forse quel che mi hanno levato, rinascerà…». Da allora, guardo le mie unghie e penso all’amico.

Valerio Adami

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Ritratto di Luciano Berio per il suo 70° compleanno (collezione privata, per gentile concessione)