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Voci (nota dell'autore)

Voci
per viola e due gruppi strumentali (1984)

L’atto della trascrizione in musica – come, talvolta, quello della traduzione in poesia - può implicare tre diverse condizioni: una identificazione del compositore con il testo musicale originale, l’assimilazione del testo come pretesto di sperimentazione e di ricerca e, infine, la sopraffazione del testo stesso, la sua decostruzione e il suo abuso filologico. Penso che si dia una soluzione ideale quando queste tre condizioni coesistono liberamente e consapevolmente. È solo allora che la trascrizione diventa un atto realmente creativo e costruttivo.
Voci, scritto nel 1984 per Aldo Bennici, si pone appunto il problema, sempre aperto, della convergenza di quelle tre condizioni. Sono profondamente grato ad Aldo Bennici per avermi fornito i documenti originali: canti di lavoro, ninne nanne, abbagnate (canti di venditori ambulanti) e canti d’amore di diverse località della Sicilia, che vengono spesso esposti nella loro compiutezza e collocati in «paesaggi» armonici e strumentali continuamente cangianti; altre volte i canti sono invece frammentati e i diversi segmenti vengono combinati in modo da generare nuovi «canti», come avviene per esempio all’inizio del lavoro, affidato alla sola viola.
Spero di contribuire, con Voci, a sollecitare un interesse più approfondito per il folklore musicale siciliano che, con quello sardo, è sicuramente il più ricco, complesso e incandescente della nostra cultura mediterranea.

Luciano Berio