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Serenata I (nota dell'autore)

Serenata
per flauto e quattordici strumenti (1957)

Il periodo cruciale dei «folli anni ‘50» è stato un periodo difficile e intenso, durante il quale i compositori erano profondamente interessati alla ricerca di riferimenti strutturali e di un nuovo ordine seriale; il volto della musica era sempre severo e spesso scontroso. La Serenata di Bruno Maderna e la mia sono state le prime serenate del dopoguerra. Mi sembrano i primi esempi in cui la musica seriale comincia a distendersi e a mostrare un volto più sereno.
Serenata, per flauto e quattordici strumenti, è per certi aspetti una preparazione a Tempi concertati (1958-1959) e alla serie degli Chemins, lavori cioè in cui mi pongo il problema di integrare il solista a un gruppo strumentale o a un’orchestra. In Serenata i quattordici strumenti, piuttosto che accompagnare od opporsi al flauto solista, lo estendono, lo coinvolgono e lo generano attraverso un continuo scambio di elementi e di caratteri - un po’ come una figura porta in sé colori e ombre capaci di modificarne il senso.
Serenata, composta nel 1957 per Severino Gazzelloni, è dedicata a Pierre Boulez che ne ha diretto la prima esecuzione a Parigi nel marzo dello stesso anno.

Luciano Berio