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Duetti per due violini (nota dell'autore)

Duetti
per due violini (1979-1983)

1. BELA (Bartók) Radicondoli, 10 novembre 1979
2. SHLOMIT (Almog) Radicondoli, 10 novembre 1979
3. YOSSI (Pecker) Radicondoli, 10 novembre 1979
4. RODION (Schedrin) Stoccolma, 14 novembre 1979
5. MAJA (Pliseckaja) Stoccolma, 15 novembre 1979
6. BRUNO (Maderna) Stoccolma, 15 novembre 1979
7. CAMILLA (Adami) Parigi, 7 dicembre 1979
8. PEPPINO (Di Giugno) Parigi, 7 dicembre 1979
9. MARCELLO (Panni) Radicondoli, 13 dicembre 1979
10. GIORGIO FEDERICO (Ghedini) Radicondoli, 13 dicembre 1979
11. VALERIO (Adami) Radicondoli, 18 dicembre 1979
12. DANIELA (Rabinovich) Radicondoli, 18 dicembre 1979
13. JEANNE (Panni) Parigi, 27 aprile 1980
14. PIERRE (Boulez) Parigi, 28 aprile 1980
15. TATJANA (Globokar) Parigi, 28 aprile 1980
16. RIVI (Pecker) Radicondoli, 29 maggio 1980
17. LEONARDO (Pinzauti) Radicondoli, 29 maggio 1980
18. PIERO (Farulli) Tel Aviv, 8 giugno 1980
19. ANNIE (Neuburger) Radicondoli, 10 novembre 1980
20. EDOARDO (Sanguineti) Radicondoli, 27 giugno 1981
21. FIAMMA (Nicolodi) Radicondoli, 28 giugno 1981
22. VINKO (Globokar) Radicondoli, 28 giugno 1981
23. FRANCO (Gulli) Radicondoli, 29 giugno 1981
24. ALDO (Bennici) Radicondoli, 29 giugno 1981
25. CARLO (Chiarappa) Radicondoli, 30 giugno 1981
26. HENRI (Pousseur) Radicondoli, 30 giugno 1981
27. ALFREDO (Fiorenzani) Radicondoli, 12 agosto 1981
28. IGOR (Stravinsky) Radicondoli, 12 agosto 1981
29. ALFRED (Schlee) Firenze, 3 novembre 1981
30. MASSIMO (Mila) Radicondoli, 27 marzo 1982
31. MAURICIO (Kagel) Radicondoli, 27 marzo 1982
32. MAURICE (Fleuret) Tel Aviv, 2 maggio 1982
33. LORIN (Maazel) Radicondoli, 5 marzo 1983
34. LELE (D’Amico) Roma, 8 marzo 1983

Duetti
per due violini (1979-1983)

Se una notte d’inverno... un violinista-musicologo dice che oltre a quelli di Bartók oggi non ci sono abbastanza duetti, può accadere che un compositore si metta a scrivere fino alle prime luci dell’alba… e poi ne scriva ancora nei momenti di riposo, in città e in alberghi diversi, fra una prova e l’altra, viaggiando, pensando a qualcuno, cercando un regalo… È quello che è capitato a me, e di ciò sono grato al violinista notturno che ha infatti dato il nome a uno di questi Duetti.
In ogni pezzo ci sono dunque nascoste ragioni e occasioni personali: in BRUNO (Maderna), per esempio, c’è il ricordo delle musiche «funzionali» che si componevano assieme negli anni Cinquanta; MAJA (Pliseckaja), russa, dà il nome alla trasformazione di una canzone russa, mentre ALDO (Bennici), siciliano, dà il nome a una vera e propria canzone siciliana; con PIERRE (Boulez), scritto in occasione di una serata d’addio, sviluppo un frammento di ...Explosante-fixe...; GIORGIO FEDERICO (Ghedini) è un ricordo dei miei anni di conservatorio. E così via… Questi Duetti sono per me un equivalente di quello che i vers de circonstance erano per Mallarmé: non sono cioè legati da ragioni musicali ma, piuttosto, dal tenue filo delle circostanze. C’è però nei Duetti un aspetto obiettivamente pedagogico: una delle due parti (di solito la seconda, che è spesso la più facile) si concentra su uno specifico problema tecnico, su un carattere espressivo sempre diverso e, occasionalmente, su stereotipi violinistici; così che un giovane violinista può contribuire, in certi momenti, a situazioni musicali relativamente complesse da un punto di vista molto più semplice, suonando ad esempio una scala di re maggiore.
Vorrei scrivere un caleidoscopio di un centinaio di Duetti. Ogni gruppo di trentatré verrà commentato da un duetto «da concerto» che svilupperà in una prospettiva più ampia le diverse circostanze di questo mio folklore privato.

Luciano Berio