English | Italiano

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

Chemins II (nota dell'autore)

Chemins II
su Sequenza VI
per viola e nove strumenti (1967)

Il miglior modo per analizzare e commentare un’opera musicale è sempre stato quello di scriverne un’altra a partire dagli elementi dell'opera originale; essa diventa così l'oggetto di un'esplorazione creativa che ne è al tempo stesso un’analisi, un commento e un’estensione. I commenti più proficui a una sinfonia o ad un’opera sono sempre stati un’altra sinfonia o un’altra opera. In questo senso i miei Chemins, che citano, traducono, espandono e trascrivono le mie Sequenze per strumento solista, ne sono anche le migliori analisi. Essi costituiscono una serie di commenti specifici che contengono in sé, quasi integralmente, oggetto e soggetto del commento: gli Chemins non sono infatti lo spostamento di un objet trouvé in un diverso contesto o la semplice «vestizione» orchestrale di un pezzo solistico (la Sequenza originale) ma, piuttosto, un commento organicamente legato a esso e da esso stesso generato. L’insieme strumentale esplicita e sviluppa processi musicali latenti e compressi nel discorso solistico, in una sorta di amplificazione generale che coinvolge anche i rapporti temporali: talvolta i ruoli si capovolgono ed è la parte solistica che sembra essere generata dal suo stesso commento.
Perché questa insistenza nell’elaborare e trasformare lo stesso materiale? Un tributo, forse, alla convinzione che nulla di ciò che è fatto è, di per sé, mai finito. Anche un «lavoro compiuto» è il rituale o il commento di qualcos’altro fatto prima, di qualcosa che verrà dopo, come una domanda che non provoca una risposta ma un commento, e un’altra domanda...

Sequenza VI per viola ripete, sviluppa e trasforma una medesima sequenza armonica di base, configurandosi come uno studio formale sulla «ripetizione». Chemins II, per viola e nove strumenti, scritto nel 1967 per Walter Trampler, sviluppa e trasforma a sua volta Sequenza VI, definendo i differenti caratteri armonici di una banda di frequenze in lenta trasformazione. Tutti gli strumenti (viola sola, flauto, clarinetto, trombone, due percussioni, organo elettrico, arpa, viola e violoncello) contribuiscono in maniera unanime a questa definizione che insiste spesso su valori estremi di velocità d’articolazione.

Luciano Berio

Note d'autore: informazioni generali | Author's note: general info